In defense of food - siamo quello che mangiamo

 

Photo credits: PBS


Non mangiare nulla che tua nonna non riconoscerebbe come cibo
Mangia alimenti veri, non mangiare troppo, mangia specialmente vegetali

A mio avviso queste due frasi rappresentano idealmente l’opera di Michael Pollan, giornalista e saggista statunitense che - come un food detective - si interroga al posto nostro (visto che noi ci interroghiamo troppo poco?) su cosa ingeriamo e perché.

L’approccio è quello di un divulgatore scientifico ed “esploratore”, impegnato in un processo di auto-apprendimento (learning by doing) e condivisione.

Ho a suo tempo divorato (verbo appropriato…) tra gli altri Il dilemma dell’onnivoro (2006): capolavoro documentatissimo e godibilissimo a leggersi, è stato il capostipite di una nutrita serie di saggi. Ricordo un brillante allievo che mi mostrò con orgoglio la sua copia del volume, molto vissuta e piena di appunti: “è la mia Bibbia laica”.

E da In difesa del cibo (2008) è stato nel 2015 tratto un documentario dalla PBS (realtà no profit della televisione pubblica USA). Ne scrivo su BioVoci perché – in qualità di progettista e formatrice – ne ho apprezzato non solo i contenuti, ma la cornice ideativa, che lo ha elevato a risorsa didattica fruibile al pubblico dei giovani (e dei giovanissimi) attraverso azioni di formazione dei docenti.

In collaborazione con Pollan, la PBS ha infatti costruito attorno al documentario un’articolata azione di food education che comprende, tra gli altri, materiali per organizzare proiezioni per la collettività e incontri (compresa una versione più breve del documentario), e un programma didattico dedicato agli allievi (10-14 anni) della middle school (equivalente delle nostre scuole superiori di primo grado), ma anche adattabile ad altri contesti/fasce d’età – il programma è stato sviluppato in partnership con il Laurie M. Tisch Center for Food, Education & Policy, Program in Nutrition del Teachers College, Columbia University

"In defense of food" debunks the daily media barrage of conflicting claims about nutrition, recita lo slogan di lancio del documentario. Debunking: “Opera di demistificazione e confutazione di notizie o affermazioni false o antiscientifiche, spesso frutto di credenze, ipotesi, convinzioni, teorie” ci informa bene l’enciclopedia italiana Treccani. Potremmo quindi liberamente tradurre “In difesa del cibo smaschera la raffica quotidiana di affermazioni contrastanti da parte dei media circa l’alimentazione”.

Liberamente fruibile online (lingua inglese, io l'ho reperito qui In Defense of Food), il documentario ci accompagna per quasi due ore lungo un viaggio nel tempo e nello spazio, con l’obiettivo di rispondere alla domanda Cosa dovrei mangiare per essere in salute? Durante il percorso, Pollan si destreggia tra confusione, falsi miti (basti pensare alla parabola delle proteine, messe al bando da diete USA di inizio ‘900 e ora star dell’economia alimentare…) e pregiudizi, e giunge ad una conclusione netta: buon senso e saggezza antica ci sostengono nello sviluppare una consapevolezza alimentare che è al tempo stesso piacere, salute, e gesto politico.

L’esplorazione di Michael Pollan ci conduce intorno al mondo, dalle pianure della Tanzania sino a Loma Linda (California), dal Bronx a Parigi. Tra foraging e paradosso francese, il portolano di Pollan svela gli intrecci tra approcci nutrizionali errati (nella dieta occidentale il cibo è stato sostituito dai nutrienti, sottolinea l’autore) e marketing ingannevole (che promuove sostanze edibili simili a cibo modificate dalla scienza). Interviste, buone prassi, casi studio, per svelare la soluzione ai nostri problemi/quesiti alimentari: mangia cibo vero, non mangiarne troppo, mangia specialmente vegetali. Una soluzione semplice ma rivoluzionaria, rispetto ai diktat dell’industria alimentare, riflettiamoci dunque insieme all’autore. In fondo, siamo quello che mangiamo, come scriveva Ludwig Feuerbach.

Luisa Puppo, BioVoci

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