In cammino con la mucca cabannina

Mucca cabannina al pascolo in Val d'Aveto (GE)

Domenica 25 maggio ho avuto il piacere di partecipare come guida GAE alla transumanza che dal Lago di Giacopiane nel Parco dell’Aveto (Borzonasca) ha visto circa 43 vacche di specie Cabannina dell’Azienda Agricola Quira raggiungere il borgo di Villa Cella (Rezzoaglio).

La transumanza è una pratica antica, Patrimonio Immateriale dell’Unesco, strettamente legata al territorio, e che conferma le tradizioni di un allevamento sostenibile improntato al benessere degli animali da allevamento che possono così sfuggire alla calura, trascorrendo i mesi estivi su pascoli rigogliosi, in piena armonia con il ritmo delle stagioni.

Nella parola stessa transumanza si racchiude il significato di questa tradizione legata all’allevamento: Trans = Attraversare + Humus = Suolo, letteralmente transitare sul terreno. Si tratta in tutto e per tutto di una migrazione, che dalla notte dei tempi coinvolge le mandrie e le greggi le quali, accompagnate dai loro pastori, si spostano stagionalmente lungo i tratturi in cerca di pascoli abbondanti e condizioni climatiche migliori. Ma se un tempo lo spostamento avveniva principalmente su lunghe distanze e coprendo ampi chilometraggi, al giorno d’oggi la transumanza si effettua soprattutto in senso verticale, ossia dalle valli verso gli alpeggi in quota, con andata in primavera inoltrata (tipicamente intorno a San Bernardo il 15 giugno) e ritorno antecedente alle prime ghiacciate (San Michele il 29 settembre).




Si tratta ovviamente di un’occasione di gran festa che coinvolge i paesi e le aree interessate, richiamando anche molti ‘foresti’ che desiderano immergersi nelle atmosfere di una volta. Vengono spesso organizzati mercatini con prodotti del territorio e momenti di musica dal vivo, attraversati dal tipico clima di fermento e condivisione delle sagre di paese, con una ventata di energia vitale volta a celebrare una pratica che si è evoluta con la storia stessa di queste terre, di cui conserva gelosamente l’anima.

Un’esperienza da vivere in prima persona, a cui vi consiglio di prendere parte!

Per la nostra escursione, lungo un percorso di circa 6 km abbiamo seguito (per quanto possibile) gli animali e Luca, il loro pastore, accompagnandoli nel loro cammino fino a raggiungere i pascoli estivi di Villa Cella. Pur trovandoci a poco più di 1000 metri sul livello del mare, la sensazione è quella di alta montagna, immersi in fitte faggete e abetaie, circondati da panorami mozzafiato e una vista che raggiunge anche il mare. Non è mancato qualche incontro ravvicinato con gli emblematici cavalli selvatici dell’Aveto, animali bellissimi che hanno trovato il loro equilibrio in questo habitat, in una pacifica e rispettosa coesistenza con l’uomo. Villa Cella, la nostra destinazione, è un piccolo borgo da scoprire, mantenuto in vita da una manciata di abitanti che ci hanno accolto con grande cordialità. Dopo la tradizionale benedizione della mandria da parte del parroco locale, abbiamo potuto degustare i prodotti dell’Azienda Agricola Quirin sui tavoli della chiesa, accompagnati da vinello rosso, chiacchiere, risate, e un esuberante profumo di primavera.

Se pensate che una mandria in movimento possa essere lenta o goffa, rimarrete a bocca aperta nel vedere con quanta facilità la mucca Cabannina si inerpica sui pendii, immergendosi in fitti boschi e superando in alcuni tratti anche qualche guado. Questa specie, unica autoctona ligure (direttamente dalla frazione di Cabanne nel comune di Rezzoaglio), è incredibilmente agile grazie al suo adattamento al territorio locale, che nel corso del tempo le ha regalato una stazza ridotta, snella, forte e muscolosa, permettendole di vivere all’aria aperta quasi tutto l’anno e superare con facilità gli ostacoli o le tipiche acclività liguri. Caratteristica che la contraddistingue è certamente il manto bruno con la riga mulina, ossia quella linea color crema che percorre la sua schiena in senso verticale. Se volete conoscerla meglio, Ligucibario tempo fa le ha ovviamente dedicato un ritratto affettuoso, eccovi qui il link.

Dopo aver rischiato l’estinzione, ad oggi la Liguria può contare circa 600 esemplari di Cabannina, custoditi da diverse aziende agricole riunite nell’APARC (Associazione Produttori Allevatori Razza Cabannina) che portano avanti con grande passione il concetto di allevamento sostenibile volto al benessere dell’animale, alla qualità dei prodotti e alla riduzione dell’impatto ambientale, il tutto in armonia con la natura ed i suoi ritmi. Un approccio chiaramente in controtendenza rispetto alle attività consumistiche degli allevamenti intensivi, il cui interesse è rivolto purtroppo alla mera massimizzazione del profitto, condannando esseri viventi a condizioni di vita inaccettabili, riducendo drasticamente la superficie boschiva a favore delle colture di foraggio, e diventando nel contempo una delle maggiori cause di inquinamento per la nostra atmosfera…



E’ indubbio che nel prossimo futuro le nostre esigenze alimentari convergeranno verso una dieta sempre più vegetale, riducendo fortemente il consumo di prodotti animali e dei loro derivati. Un ritorno al passato, insomma, e alle ricette della tradizione contadina che solo in occasione di feste o celebrazioni portava in tavola piatti a base di carne. La transumanza e l’allevamento della Cabannina rappresentano in questo degli esempi virtuosi, capaci di conciliare una tradizione antica con il presente ed il futuro, mantenendo come fulcro un benessere trasversale che coinvolge la comunità, gli animali e il territorio.

Le transumanze liguri a cui potete “aggregarvi” si svolgono a Genova nel Parco dell’Aveto (Santo Stefano d’Aveto, Borzonasca) e ad Imperia (Mendatica) nel Parco delle Alpi Liguri.

Qui di seguito vi riporto i link utili per seguire le associazioni che organizzano escursioni guidate per la transumanza, magari ci incontreremo direttamente sul campo in una delle prossime edizioni:
Parco dell’Aveto

Consorzio per l'Ospitalità Diffusa ‘Una Montagna di Accoglienza’ https://www.unamontagnadiaccoglienza.it/

Parco delle Alpi Liguri

Centro di Turismo Escursionistico ‘Alpi Liguri’
https://parconaturalealpiliguri.it/ 

Personalmente sono davvero entusiasta di aver fatto esperienza come guida in questa bellissima occasione, immergendomi in una realtà autentica, lontana dal ritmo frenetico della nostra società. Attività di questo tipo ci mettono a contatto con la parte più atavica della nostra esistenza ed evidenziano il legame indissolubile che esiste tra noi e la natura, ricordandoci quali siano i nostri reali bisogni. Ritengo che sia possibile vivere una vita più semplice, non tanto in termini materiali, ma soprattutto spogliandoci dei pensieri, delle aspettative, delle pressioni che ci carichiamo quotidianamente sulle spalle per lasciare invece spazio alle piccole meraviglie a cui troppo spesso ci dimentichiamo di prestare attenzione: il profumo delle biodiversità, la carezza del vento sul viso, il terreno solido che sorregge il nostro passo. Riscoprire le tradizioni del nostro passato assaporandone l’essenza è un lasciapassare per comprendere meglio chi siamo oggi e una “guida” circa quel che vogliamo essere domani, imparando a fare - quando necessario - anche un passo indietro o cambiare direzione lungo il nostro personale cammino. In fondo, transumiamo tutti sullo stesso suolo.

Elisa Sardi, Guida Ambientale Escursionistica

Commenti

  1. Ottimo lavoro! Un gran bell'articolo che ci ha fatto conoscere o tornare in mente aspetti importanti della nostra esistenza. Grazie, Elisa.

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