IL DRAGONE CINESE È SEMPRE PIU’ GREEN

 

Photo credits: https://worldlandscapearchitect.com/ - Eco city, China

Anche se in via non ufficiale, il dragone è a pieno titolo considerato il simbolo della Repubblica popolare cinese. I draghi in Cina sono ovunque: nelle leggende, nei festival, nell'astrologia, nell'arte. Sono simboli potenti nella cultura cinese e il loro significato varia a seconda del colore: il drago rosso è quello di migliore auspicio, portando fortuna e gioia, il drago giallo è il più amato, saggio e solitario, e così via. Ma, in termini ecologici, possiamo simbolicamente dire che il Dragone cinese è sempre più verde.

 

Mentre il green deal europeo affonda nemmeno troppo lentamente, il verde Dragone traccia una linea sempre più netta e decisa, attraverso un ripensamento radicale dell’intero sistema di produzione del Paese, una vera e propria rivoluzione energetica che in Europa non siamo stati in grado nemmeno di pensare. Perché la Cina, a differenza delle nazioni occidentali, ha compreso che chi controllerà l’energia del futuro controllerà l’economia del XXI secolo e l’energia del futuro. Sebbene il treno dello sviluppo economico e produttivo in Cina non viaggi più come un tempo, la Cina resta il maggiore divoratore di energia, più di qualsiasi altro Paese al mondo. Per questo si è trovata ad essere il più grande emettitore di CO₂ del pianeta. Ma nell’ultimo decennio ha intrapreso un percorso molto determinato, anche a tutela della salute della propria popolazione di un miliardo e 400 milioni di persone, ponendosi l’obiettivo, ambiziosissimo, di ottenere la neutralità carbonica entro il 2060. E così, mentre il Dragone investe in ricerca e tecnologia, corre negli sviluppi e nella realizzazione di imponenti impianti per la produzione di energia pulita, e raggiunge il 60% del fabbisogno interno, in Europa manca una reale spinta politica che voglia affrontare i costi di una vera riconversione industriale.

 

Da studi recenti emerge però un incredibile paradosso: da quando la Cina ha implementato politiche rigorose per migliorare la qualità dell’aria, portando a una riduzione del 75% delle emissioni di SO2 (anidride solforosa), ebbene, ciò ha determinato un aumento della temperatura sufficiente a spiegare gran parte dell’accelerazione del riscaldamento globale osservata negli ultimi 10 anni, poiché è venuto meno l’effetto raffreddante sul clima di questo composto chimico che contribuisce alle piogge acide, all'inquinamento atmosferico e alle patologie respiratorie. Questo ci evidenzia ancora una volta quanto gli equilibri del pianeta Terra siano il frutto di un sistema estremamente complesso di interconnessioni chimico-fisiche, che non possiamo comprendere, se non dopo aver turbato questi stessi equilibri. Ma il nostro pianeta poi ci presenta comunque, e inevitabilmente, il conto...

 

Nessuno nega che la Cina ci proponga dinamiche economiche e aspetti sociali inquietanti: rigidi contrasti, censura, arresti arbitrari, ritmi di lavoro stakanovisti, problemi di igiene e qualità alimentare, sanità di livello iper-costosa...  Quello che sicuramente è innegabile, e deve farci pensare, è il fatto che comunque la Cina in vent’anni ha fatto quello che noi abbiamo fatto in duecento, e ora sta andando oltre, verso risultati per noi occidentali molto più difficili da raggiungere. E questo deriva non solo da differenti situazioni politiche ed economiche, ma dal fatto che il Dragone ragiona con schemi diversi dai nostri, schemi che facciamo fatica a comprendere, o che forse non vogliamo comprendere, chiudendoci nel nostro guscio.

 

Come ultima annotazione, che riporto alla vostra attenzione, una notizia uscita qualche giorno fa ma passata sotto traccia probabilmente perché di scarso interesse pubblico, o forse proprio perché non comprendiamo. Mentre noi in Europa da decenni discutiamo su modalità e mappe dello stoccaggio dei rifiuti nucleari, la Cina ha completato a Beishan una infrastruttura importantissima a livello tecnologico e scientifico. Si tratta della rampa elicoidale di un laboratorio sotterraneo, futuro deposito, per lo studio dello stoccaggio dei rifiuti nucleari, che scende a profondità mai raggiunte prima. Un’opera ingegneristica difficilissima, realizzata attraverso macchinari appositamente costruiti per perforare il granito. Ciliegina sulla torta, Pechino propone questo laboratorio come una piattaforma aperta alla collaborazione scientifica internazionale. Chapeau.

 

Per chi volesse approfondire ecco alcuni link ad interessanti articoli su queste tematiche:

 

https://www.ilfattoquotidiano.it/2025/11/16/transizione-energetica-cina-xinjiang-rinnovabili-futuro/8194730/

 

https://www.rinnovabili.it/clima-e-ambiente/cambiamenti-climatici/legame-inquinamento-e-riscaldamento-globale-cina/#:~:text=Dal%202010%2C%20la%20Cina%20ha,07%C2%B0C%20all'anno.

 

https://www.vita.it/cina-e-il-popolo-che-ha-voluto-la-transizione-ecologica/

 

https://www.hdblog.it/green/articoli/n643196/cina-laboratorio-nucleare-beishan/


Riccardo Poggio

Guida Ambientale Escursionistica

 

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