Genova 2026, trasformazioni e sostenibilità
Ho appena terminato le docenze di turismo sostenibile nei corsi per Guida Ambientale Escursionistica, giunti (felicemente) presso l’ente F.Ire di Genova all’ottava edizione (tutti promossi gli allievi delle precedenti).
Premesso che un turismo tout court sostenibile di fatto non esiste, poiché non può esistere, le lezioni sono valse a condividere coi presenti non solo le tematiche macro (economia circolare, inquinamento, risparmi idrici ed energetici, raccolta differenziata…) ma anche piccole grandi prassi “di buon senso” che coinvolgono tutti noi e le nostre quotidianità: nutrirsi ove possibile con prodotti locali e di stagione; privilegiare per gli spostamenti i piedi, la bicicletta e i mezzi pubblici; diminuire l’uso di plastiche; riutilizzare o destinare a nuove vite almeno una parte di ciò che sovente buttiamo; leggere le etichette degli alimenti (per capire cosa mangiamo) e di tutti i prodotti (per capire come smaltirli); non sprecare l’acqua del rubinetto e della doccia…
E’ evidente che sarà la tecnologia a favorire in modo decisivo l’uscita dall’antropocene e quindi la possibile sopravvivenza del Pianeta, inducendo in primis i grandi players a condotte più etiche (Pasolini non a caso distingueva tra sviluppo e progresso, di fatto tra il profitto di pochi e il miglioramento della vita di tanti), ma anche l’essere umano è con urgenza e costantemente chiamato a buone prassi, senza le quali l’impatto ambientale delle nostre azioni continuerà ad essere fatale.
Nel frattempo, goodnews, dopo aver dedicato il 2024 al Medioevo e il 2025 all’Ottocento, nel corso del 2026 il Comune di Genova avvierà “Genova e le trasformazioni urbane”, un fitto programma di eventi per approfondire da una parte l’evoluzione della città, e dall’altra gli scenari che l’attendono, miscelando urbanistica, architettura, aspetti socioeconomici, sostenibilità e biodiversità, senso di comunità. Il 2026 coincide peraltro, in loco, anche con 3 anniversari carichi di significato, ovvero 400 anni dalle Mura Nuove (poderosa infrastruttura militare), 100 anni dalla – discussa - costituzione della cosiddetta “Grande Genova”, e last not least 20 anni dall’elevazione a patrimonio UNESCO dei palazzi dei “Rolli”…
E’ stato correttamente sottolineato che le trasformazioni urbane costituiscono la password per decifrare il presente: dal Rinascimento all’attuale policentrismo (dovuto proprio agli accorpamenti del 1926), Genova è infatti l’esito di diacronie e cambiamenti, sempre a contatto col Mediterraneo e l’Europa. E in Europa, come in tutto il resto del mondo, le città sono protagoniste (in negativo o in positivo) in termini di inquinamento, qualità della vita, accessibilità e inclusione…
Le iniziative in programma, col
supporto di vari soggetti istituzionali e culturali, di fondazioni e sponsor,
includeranno in tal senso mostre, conferenze, visite guidate…, col deciso
coinvolgimento non solo di musei, ma anche di biblioteche, teatri, piazze e
Municipi, e sarà addirittura riaperta al pubblico la Torre grimaldina,
restaurata grazie al PNRR, che naturalmente garantirà, proprio nel centro di
Genova, una terrazza panoramica rinnovata.
Umberto Curti, co-founder di BioVoci


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