GAE, una qualifica ambita
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| veduta di Sassello |
Ho terminato le docenze anche sull’ottava edizione del corso GAE (Guida Ambientale Escursionistica), felicemente organizzata a Genova da Ente F.Ire, la cui qualifica abilita alla professione su tutto il territorio ligure.
Come sempre, e col concorso
degli allievi, ho dedicato le ultime lezioni (Deogratias in presenza) ad alcune
eccellenze enogastronomiche locali, fra cui gli olii extravergine DOP riviera
ligure, i vini DOC, in primis il Pigato riviera di ponente, ed infine il pesto
fresco, in questo caso ho acquistato una produzione top di gamma, “scelta”
anche in funzione del panel test, su 19 referenze, che con altri esperti di
settore ho organizzato durante le Festività natalizie (link qui)
proprio per individuare le salse migliori. Ho specificato pesto fresco in
quanto Ligucibario® “sconsiglia” sempre i barattoli su scaffali fuori frigo,
poiché – oltre ad includere sovente ingredienti “inammissibili” – la pastorizzazione
li priva di molte caratteristiche…
In corsi di formazione come
questi per GAE, frequentati da persone di età e di retroterra anche tanto
diversi, ovviamente s’incontrano allievi più preparati ed altri meno, più
inclini alla relazionalità ed altri meno, eccetera eccetera. Debbo tuttavia
affermare, a valle ormai dell’interazione con 96 persone, che alcuni si
rivelano non solo molto motivati a “scendere in campo”, ma anche molto
perspicaci circa il fatto che in Liguria (non si tratta di una provincia nepalese)
una buona GAE è chiamata a “divulgare” – beninteso senza invadere àmbiti altrui
- anche quei patrimoni storico-culturali che regolarmente “affiancano”
un’escursione alpino-appenninica e che meritano “ambasciatori” ad hoc: mi
riferisco alle architetture rurali, ai muretti a secco, alle biodiversità
enogastronomiche, a serre, mulini, frantoi, tecci, cucine malgare…
In tal senso, mi piace
spendere quindi una parola speciale per Giuseppe Vallarino e Riccardo Poggio,
ormai due preziosi professionisti dell’hiking regionale, che dall’aula
didattica sono “volati” sui sentieri per proporre una visione nuova, più
completa e sensoriale, del camminare, dell’esperire, del condividere.
L’uno, Giuseppe, va
instancabilmente mettendo a punto - anche in sinergia con l’intermediazione
turistica – un “catalogo” di una dozzina di proposte sul Genovesato e sul
Savonese, tutte attentissime alla sostenibilità, cui Ligucibario® e BioVoci
guardano di certo con estrema attenzione. Proposte in contesti naturali molto
differenti tra loro, connotati da una grande biodiversità non solo ambientale,
musei di cultura materiale, laboratori artigiani, microbirrifici, mulini,
distillerie, apicolture, caseifici… Proposte perfette per la
destagionalizzazione e il matching costa-entroterra.
L’altro, Riccardo, oltre a
guidare salite al Castello della pietra di Vobbia (Parco Antola), sta fra
l’altro collaborando con me ad un manuale operativo sulla Valle Scrivia, che
sarà ben altro rispetto alle consuete guide turistiche, e che praticherà una
visione di marketing turistico, per porre a sistema le risorse di quel
territorio, sensibilizzare i diversi attori pubblici, e aggiornare le imprese
circa alcune competenze oggi assolutamente necessarie per restare competitivi
sul mercato (lingua inglese, uso dei social media, storytelling…). Amici Lettori
stay tuned, l’uscita di questa pubblicazione - salvo contrattempi - è prevista
per l’autunno.
Quanto sopra, per l'ennesima
volta, dimostra che la curiosità intellettuale, l'intraprendenza, il networking
sono - oltre alla qualifica professionale - strumenti indispensabili per
rendere un buon servigio alle proprie ambizioni e al territorio su cui si
lavora. E che le mie porte sono sempre aperte a coloro che portano entusiasmi,
idee, sorrisi.
Umberto Curti, co-founder di BioVoci


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