Non c'è più tempo
Luisa Puppo, mia consorte e collega di lavoro, qualche tempo fa ha avuto il piacere prima ancora che il privilegio di intervistare qui su BioVoci il famoso climatologo Luca Mercalli. Ascoltandolo, si comprende come la tutela dei boschi sia una delle urgenze più importanti per sperare ancora nella salvezza del Pianeta Terra… E come la siccità renda sempre più devastanti gli incendi (nei primi 6 mesi del 2026 in Liguria gli ettari interessati da incendi sono quadruplicati...).
Nella storia dell’uomo, peraltro, i boschi innegabilmente forniscono
da sempre materia prima. E ancora nell’Ottocento, tanto per dire, nel
Mezzogiorno furono tagliate brutalmente un’infinità di querce per realizzare le
traversine ferroviarie del nuovo Regno d’Italia.
Il boom economico dell’ultimo Dopoguerra, ormai non basato
sul legno, permise però ai boschi di espandersi nuovamente, e oggi la
superficie boschiva italiana è il 36% del territorio nazionale (la Toscana sta al
primo posto).
I boschi detengono un valore non solo ambientale. Ma anche
simbolico (si dice ad esempio che l'architettura delle navate nelle cattedrali gotiche s’ispiri
alle foreste), e alimentare (castagne, funghi, frutti, miele, selvaggina…).
Gli alberi inoltre, come noto,
col passar dei secoli sono risultati sempre più ottimi amici dell’uomo, proteggono
i suoli dall’erosione, “ricaricano” le falde idriche, ospitano biodiversità
preziosa, intercettano il 14% delle emissioni di CO₂ (circa 5,5 t/ha l’anno).
La manutenzione dei cedui, oggi più che mai, deve perciò ad
ogni costo preservare le piante migliori.
Infatti, se l’urgenza di ridurre le energie fossili oggi
provoca un sensibile interesse verso il legno come combustibile, il processo
riesce virtuoso solo se oculatamente si impiegano gli scarti della filiera,
altrimenti si rischiano nuovi disboscamenti superiori alle capacità di
rinnovamento naturale.
In altre parole: ok ad un bilanciato sfruttamento,
monitorato, “scientifico”, ecologico, ma non predatorio o incontrollato,
altrimenti il cambiamento climatico si affermerà ancor più velocemente e
brutalmente e si manifesteranno molte altre conseguenze negative. A buon
intenditor, prima che sia troppo tardi...
Per questa puntata di BioVoci,
sperando che la terribile calura di quest’estate ora allenti un po’ la morsa,
agli Amici lettori” suggerisco Luca Mercalli, "Non c’è più
tempo. Come reagire agli allarmi ambientali", ed. Einaudi, Torino, 2020. Con l’uscita
di questo pezzo, BioVoci si concede un po’ di ferie. Un cordiale
arrivederci a tutti, quindi, ai primi di settembre.
Umberto Curti


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